Vino, mele, pere, uva da tavola, zucche, arance, olio e quant’altro il nostro territorio ci offre in quantità tali da consentirne la vendita all’estero, ecco quali sono i prodotti ortofrutticoli italiani più esportati, che portano la qualità della produzione italiana nel mondo.

Breve inquadramento storico-geografico dell’Italia come produttore agricolo

Nel corso del XX secolo, l’Italia è passata dall’essere un Paese agricolo ad uno prevalentemente industriale: nonostante però la diminuzione di zone a coltura vinicola e ortofrutticola a favore di un aumento di aree industrializzate e abitative, l’impiego di forza lavoro in quest’ultima attività si riconferma sostanzioso ancora oggi (nonostante sia crollato dal 43% al 6% del totale).
Bisogna inoltre tener conto che la struttura prevalentemente montuosa della Penisola non facilita l’esistenza di ampie estensioni dedicate alla produzione, e successiva esportazione, di prodotti ortofrutticoli, che sono infatti principalmente concentrati nelle regioni del nord e del sud Italia.

Export italiano: dal vino alle arance, attraversando tutta la penisola

Nelle regioni del nord Italia troviamo, grazie alla struttura geografica più pianeggiante – e a tratti lagunosa – alcune delle principali produzioni ortofrutticole che richiedono ampie superfici coltivabili, come frumento, mais, riso, soia e barbabietola da zucchero; le regioni del sud, invece, vedono produzioni principalmente di ortaggi (quali peperoni, sedano, pomodori, insalata, finocchi, cavolfiori e sedano), specialmente nella regione Puglia, oltre a vino, uva da tavola, agrumi e olio d’oliva.
L’Italia è la prima nazione al mondo nella produzione ed esportazione di kiwi, mentre si contende con la Francia il primato mondiale per la produzione-esportazione di vino (con Germania, Stati Uniti, Regno Unito e Canada in testa alla classifica dei destinatari), mentre è al secondo posto per quelle di olio d’oliva.
Successivamente a quella di vino ed olio, l’esportazione ortofrutticola italiana principale è quella degli agrumi, coltivati soprattutto nelle regioni del sud Italia e nelle isole (la Sicilia è infatti fornitrice di due terzi circa dell’intera produzione nazionale): arance, limoni, mandarini, clementina, bergamotto e chinotto vengono esportati con successo in stati europei ed extra-europei – tra cui la Russia, grande importatore di prodotti ortofrutticoli italiani.
Seguono a questi “campioni” della produzione ed esportazione italiana ortofrutticola, con percentuali di esportazioni più basse, gli ortaggi (pomodori, zucche, peperoni, zucchine e così via) la frutta secca, fresca ed esotica.

Foto: Carmen Steiner